L'operatore inizia il lavoro di ossitaglio partendo da un lembo della lamiera. Accende le fiamme di riscaldo lasciando chiuso il getto di taglio fino a che, nel punto di partenza, il metallo non ha raggiunta la temperatura di innesco, denunciata dalla incipiente formazione di ossidi fusi.
A questo punto sblocca il getto ed inizia l'avanzamento. Una corretta tecnica di ossitaglio richiede che la velocità di taglio deve essere ben dosata ed infatti: un avanzamento troppo lento non offre al getto di Ossigeno sufficiente Ferro da bruciare mentre un avanzamento troppo veloce non dà tempo alle fiamme di portare la superficie metallica alla temperatura di innesco. In entrambi i casi il taglio si spegne.
L'altezza della punta del cannello deve essere tale da lasciare circa 1 mm fra l'estremità dei dardi e la lamiera.
Nell’ ossitaglio la potenza delle fiamme di riscaldo, espressa in litri/ora di acetilene, dovrà naturalmente crescere in funzione dello spessore da tagliare per compensare le dispersioni di calore. È sufficiente che le fiamme portino il materiale alla temperatura di innesco, per una profondità di 2 ÷ 3 mm. Al riscaldamento del rimanente spessore provvedono le calorie di combustione del Ferro.
L'ossigeno deve essere particolarmente puro dato che la velocità di taglio ne è fortemente influenzata. In prima approssimazione possiamo ritenere che, per ogni 0,1% di purezza in meno, la velocità si riduce di circa il 10%. Così, un Ossigeno con purezza 99,7% taglia 10% più lento rispetto ad un Ossigeno con purezza 99,8%. Anche la portata dell'Ossigeno deve essere proporzionata allo spessore. La portata dipende sia dalla pressione quanto dal diametro dell'orifizio di uscita secondo la relazione:
Q = 0,55 (P + 1) d2 ove:
Q = portata in mc/h
P = pressione Ossigeno in kg/cm2
d = diametro dell'ugello in mm.
La larghezza del sentiero di taglio risulta circa doppia rispetto al diametro del getto di Ossigeno.
Per aumentare la velocità di taglio si può aumentare la pressione dell'Ossigeno ma, al di là di certi valori, le pareti del sentiero di taglio diventano scabre con solchi profondi di erosione. Conviene ovviamente operare nelle condizioni di velocità massima compatibili con un taglio di qualità.
La più corretta velocità di avanzamento è riconoscibile in base alla modalità di evacuazione degli ossidi che debbono abbandonare inferiormente la lamiera sotto forma di pioggia vivace di scintille. Quando gli ossidi cadono a goccioloni, la velocità di avanzamento non è corretta ed anche la qualità del taglio risulta compromessa.
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